Scanner Mtp o Ccd, cosa sono e qual è la differenza?

9 marzo 2020 Off Di admin

In merito al funzionamento degli scanner si distinguono due principali categorie in cui si distinguono: i fotomoltiplicatori Pmt detti anche tubi fotomoltiplicatori (Photo Multiplier Tubes) e i Ccd, altrimenti noti come modelli a letto piano (Charged Coupled Devices). Cerchiamo di capire meglio cosa sono e qual è la differenza fra le due tipologie di scanner. Senza entrare in tecnicismi che farebbero perdere la bussola ai più, bisogna comunque capire almeno l’abc nel funzionamento di un comune scanner, che nel digitalizzare qualsiasi immagine sfrutta sensori sensibili alla luce. Sebbene sia abbassato il coperchio, quando lo scanner è in funzione si nota anche ad occhio nudo il passaggio di un fascio di luce che attraversa il foglio. Si tratta di un procedimento ottico che capta i colori e li riproduce in due modi, proprio mediante questi due sistemi. Vediamo meglio come.

I Pmt o tubi fotomoltiplicatori sono utilizzati dagli scanner a tamburo come sensori sensibili alla luce invece dei Ccd che, invece, attengono a tutti gli altri tipi di scanner in commercio. Questi fotomoltiplicatori, che sfruttano tecnologie più vetuste e richiedono spese di manutenzione più alte, hanno comunque un’ottima resa. Ma come funzionano? Di norma, in questi modelli a tamburo vi sono 3 fotomoltiplicatori per i colori rosso, verde e blu, oltre a una fonte di luce alogena al tungsteno utilizzata nel processo di scansione che sfrutta la luce emessa per scansionare il foglio. Questo fascio luminoso, concentrato con l’ausilio di lenti e fibre ottiche, illumina una micro-porzione dell’originale che viene poi proiettata su piccoli specchi che, a loro volta, riflettono ‘gocce’ di luce trasmettendole allo specchio successivo con una sorta di effetto domino. Si tratta di un processo molto tecnico il complesso, a noi interessa in questa sede evidenziare solo il risultato che è di massima fedeltà all’originale, nonché di qualità superiore alla resa ottenibile negli scanner del tipo Ccd, che poi sono quelli che tutti conosciamo, i modelli a letto piano.

Tutti gli scanner alimentati a pagina, gli apparecchi manuali standard o di altra tipologia, come quelli fotografici o per diapositive usano i Ccd come sensori sensibili alla luce declinata in varie gradazioni. Ma cos’è, nello specifico, un Ccd? Si tratta di un elemento elettronico solido, formato da micro sensori in grado di produrre un ‘distinguo’ analogico di natura elettrica, in rapporto all’intensità di luce che lo attraversa. Negli scanner di ultima generazione, questo procedimento richiede soltanto una frazione di secondo.